
Nel 1873 è nata a Torino, nell’antico palazzo dei Gesuiti tra le vie Barbaroux, Garibaldi e Stampatori, la prima società di bocce in Italia, denominata la “Cricca bocciofila dei Martiri” perché le sfide avvenivano nella piazza antistante alla chiesa dei Santi Martiri in via Garibaldi. I fondatori erano magistrati, ufficiali in pensione, liberi professionisti e industriali appassionati del gioco, senza grandi velleità competitive. Pare che del direttivo facesse parte Edmondo De Amicis, l’autore del libro “Cuore”. Nel 1897 da un’unione di società simili nel torinese si gettarono le basi per la Federazione Italiana Bocce [1].
Trasferitasi negli anni Sessanta del Novecento nell’attuale sede di via Carlo Ignazio Giulio 25 bis, è diventata un Circolo Arci nel 1994, mantenendo la sua anima conviviale e trasformandosi in un importante punto di riferimento culturale e sociale. Ospita un ristorante (aperto sette sere alla settimana e a pranzo in occasioni particolari come il 1° maggio), concerti, serate musicali e iniziative di solidarietà come il progetto “Fooding”.
Il Servizio Mensa Sociale per adulti in difficoltà gestito da Arci Torino a “La Cricca” [2].
Dal novembre 2018, il progetto “Fooding L’isola che c’è” porta avanti l’impegno di offrire un pasto caldo e un luogo di ascolto alle persone in difficoltà. La mensa sociale è attiva tutto l’anno, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 14, con possibilità di asporto del cibo o di consumarlo in sede. Ha tavoli all’aperto per le giornate calde e rappresenta per molti un punto di riferimento stabile e accogliente, grazie anche alla presenza di un ping pong.
L’accesso al servizio avviene attraverso un primo colloquio conoscitivo, con l’obiettivo di dare precedenza a chi vive in condizioni di maggiore fragilità e svantaggio sociale. I dati raccolti per ciascuna persona sono nome, cognome, data di nascita e codice fiscale, nel pieno rispetto della privacy e delle normative vigenti.
Accanto alla distribuzione dei pasti, il progetto offre un accompagnamento più ampio: supporto psicologico, monitoraggio della situazione individuale in collaborazione con i servizi sociali, aiuto nella creazione del curriculum e nella ricerca attiva di lavoro. L’obiettivo è restituire dignità e strumenti per ricostruire un percorso di autonomia.
Mensilmente si offrono quasi 1000 pasti, con una presenza media che varia tra le 32 e le 46 persone al giorno. La mensa è frequentata prevalentemente da uomini, di età compresa tra i 40 e gli 80 anni, per circa il 60% italiani, e per la restante parte con provenienze geografiche e culturali diverse. Al momento non esiste un’analisi dettagliata dei dati statistici in possesso dell’Arci.
I rifornimenti alimentari arrivano grazie al Banco Alimentare, con il sostegno di finanziamenti nazionali e comunali. All’interno della mensa lavorano due dipendenti (un operatore sociale e una cuoca), due ragazze del servizio civile e una ventina di volontarie/i che ogni giorno mettono a disposizione tempo, ascolto e competenze.
[1] Cfr. M.Centini, Nel 1873 nasce a Torino la prima società di bocce della Penisola, www.storiepiemontesi.it e www.federbocce.it
[2] Le informazioni relative alla Mensa Sociale sono state fornite dall’operatore Khalid Sami, che coordina il servizio.