Nel primo decennio del 1900 Torino si prepara con grande impegno ad ospitare l’esposizione internazionale del 1911.
È un appuntamento importante per lo sviluppo della città che da prima capitale del Regno, in pochi anni ha dovuto reinventare e scoprire un nuovo ruolo; anni in cui la popolazione è aumentata ma la struttura della città è cambiata a fatica. Le infrastrutture si stanno lentamente adattando ad un nuovo modello, quello della città industriale e la cinta daziaria sta allargandosi per comprendere porzioni di territorio cittadino sempre più vaste, quartieri che finora hanno prevalentemente l’aspetto di borgate campestri cominciano ad avere un assetto viario e ad avere la necessità di impianti sanitari, fogne e posti di primo soccorso.
La municipalità comincia ad organizzare e a calendarizzare i primi interventi, case municipali, ambulatori e un sistema di bagni pubblici municipali per venire incontro alla necessità di i pubblica igiene, stabilimenti dove la popolazione cittadina possa lavarsi e utilizzare i lavatoi pubblici, infatti i servizi igienici e l’acqua corrente erano ancora un lusso che i normali cittadini non sempre potevano permettersi. I bagni pubblici di Torino, sono spesso strutture di pregio e legate allo stile liberty che all’epoca era simbolo di modernità e decoro, ne sopravvivono ancora almeno una dozzina, alcuni dei quali sono riconvertiti in strutture aggregative ma almeno tre di essi mantengono la destinazione d’uso originaria.
Di seguito gli audio relativi ai siti che compongono l’itinerario:
Centro culturale italo arabo Dar Al Hikma
Giardino Schiapparelli
Ponte Moussa Balde
Giardino Alimonda
Scuola Parini
Bagni pubblici di via Agliè (fonte: MuseoTorino)